Esperienze

E poi, a un certo punto, un cuore muore.

broken_heart_emo-1500 Capita. Un cuore che muore è morto. Basta. Finito. Va in un posto dove stanno tutti i cuori morti e da lì spara sentenze su quello che ha preso il suo posto, spettegolando con i compagni ex-cuori, morti anche loro. «Hai visto? Hai visto cosa ha fatto? E lei..guardala là, non ci si crede! Ferma , impassibile, come se lui fosse stato messo lì proprio per non farle sentire più niente. E il bello è che lei si vanta pure, di averci il cuore nuovo, tutto bello pulito e comodo comodo»
Quando a qualcuno muore il cuore succede in un istante. Dopo quell’istante ha, nel petto , due o tre giorni di vuoto e poi, finalmente, gli nasce un cuore nuovo. Il modello Cuore Personal 2.0, confrontato all’originale in dotazione alla nascita, è molto più efficiente. Non si dispera, è un buon consigliere, valuta con attenzione, raramente sobbalza e soprattutto è studiato per la costruzione di relazioni interpersonali sane, futuribili e stabili. Sistema frenante ripartito per una maggior sicurezza e doppio airbag. Insomma, il nuovo cuore funziona che è una meraviglia. Il giorno in cui il mio cuore è morto non ho sentito dolore. Era inevitabile che succedesse, anzi, logoro e ormai malfunzionante aveva resistito anche troppo. Quella sera me ne stavo a bere nel locale di un amico, mentre la band cantava canzoni di Ivano Fossati e ridevo con lui tra una canzone e l’altra pensando che qualcuno , i ragazzi della band, doveva averli avvertiti se stavano suonando in quel modo. Il mio amico, che sarà sempre il migliore amico che ho, m’ha solo chiesto «Come va?» E io gli ho solo detto «Credo bene, perchè non fa affatto male.». Lui ha detto «Bene.» E io ho detto «Già». Poi siamo andati a fare colazione coi cornetti caldi come se niente fosse. Non so con esattezza quando poi il modello Personal 2.0 si sia autoattivato, ma fino ad ora non ha sbagliato un colpo. L’unica noia è data dai commenti fastidiosi di quelli che avevano conosciuto il vecchio cuore e compiangono lo scomparso, per egoismo. Io sto una meraviglia, dico. Lo dico perchè fa parte del protocollo, che va seguito alla lettera dal momento dell’autogenesi del 2.0. Insomma, mi trovo bene, ce l’ho ormai da sette anni e pare che sia ancora in garanzia. Non sono una persona diversa, sono sempre io, solo molto meglio. Qualche volta ci ripenso a quelle cose lì. Al duemilatre, o al duemilaquattro o al duemilacinque e mi dico che un po’ se oggi, a dieci anni di distanza sono contenta di me è merito di quel vecchio scemo, che un giorno si svegliò e cambiò tutto. Ma poi muovo veloce la testa a dire no, e mi scrollo l’idea di dosso. Oggi è già il duemilatredici, pensa. Non so… sarà ‘sto tre. Ma ho uno strano presentimento. Buon anno a tutti.

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3 thoughts on “E poi, a un certo punto, un cuore muore.

  1. buon anno anche a te ba’.. con lo scoppio ritardato ma vale..
    perchè è così che va.. un giorno ti ri-svegli.. e cambia tutto.. buon cuore 🙂

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