Esperienze

Vecchie cose.

Il mio computer è deceduto oggi, alle 18:01 di una domenica piovosa. Non ha sofferto, la morte è stata rapida. Ho tentato al rianimazione ma invano, pensando che, in fondo ha avuto una buona vita. Cinque anni non sono molti, ma al ritmo con cui lo facevo lavorare è già un miracolo se non ha levato le tende lui stesso, usando il caricatore della batteria per alimentare la fuga. Ma oggi, mi ha insegnato una cosa che non sapevo di aver fatto mia: non mi interessa più delle cose di ieri. Se fosse successo anche solo qualche mese fa avrei vissuto con disperazione la perdita di un alleato in tante battaglie, ma ancor di più la perdita di tutti quei files, impilati con fatica in anni di lavoro. La musica, il software di missaggio, tutti i podcast, le dirette, le demo, quel che restava di questo blog, due romanzi, non so quanti racconti. Il tempo a Pesaro, gli anni per Antenna1, la compilazione del business plan per l’azienda, le foto del Mecs. Non ho più nulla. Ma perchè non mi dispiace affatto? Questo presente qui è come una palude scura in cui a fatica mi muovo alla ricerca di un appoggio per trovare di nuovo la riva. Ma che senso ha trovare la riva se tutt’intorno non c’è altro che fango e fango e fango? E il fango sono tutte queste cose vecchie. Le vecchie idee, l’impossibilità di vedere le cose in modo davvero nuovo, sempre la stessa canzone. Anche fossero novemila, perchè sì, un archivio organizzato di novemila brani editati è quel che ho perso, sono vecchie canzoni. Anche quelle di un mese fa, sono vecchie. Come la gente che governa questo paese, come i programmi in tv, come la tv stessa. La radio nuova è vecchia e stanca. E io sono stanca di essere vecchia e stanca. Quindi via, nuovi spazi. Tabula rasa. Non ho più paura di perdere nulla, è questa la grande scoperta.  E’ ora di ricominciare.

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6 thoughts on “Vecchie cose.

  1. Non aver nulla da perdere è comunque una bella condizione… libera la mente, sgrava il cuore. E se poi uno dovesse interstardirsi con l’importanza delle cose del passato, di ciò che era ieri e ieri l’altro, un bell’hard disk esterno su cui fare dei backup programmati può essere una soluzione! 😉

    • Sai Paolo, sto lottando contro la voglia di fare il backup del vecchio blog, lo confesso. Avevo iniziato a ricopiare qui i post, ma mi chiedo se forse non è solo necessità di dire a se stessi che qualcosa si è pur fatto nel tempo. Non so che fare 😦 hai un programma da consigliarmi che me lo copi sull’hard disk in poco tempo?

  2. è successa la stessa cosa a me qualche anno fa.. ero triste inizialmente.. ma piu per le foto.. tutto il resto.. alla fine mi son detta ‘non toccavi quei file da chi sa quanto tempo.. non ti sono mancati.. bene, non ti mancheranno neanche ora’.. – bisogna ogni tanto far posto al nuovo.. liberandosi.. anche forzatamente.. del vecchio (cmq.. i learnt the lesson.. ora ho un hd esterno per le foto 😉 )

  3. teleport pro. ti ho ripescato nei commenti al blog quando l’ho riaperto proprio per fare il backup: sono tre anni e mezzo che non posto qualcosa… non rammaricarsi più se si perde qualcosa non dipende dall’avere o meno qualcosa da perdere, è una condizione dello spirito: sembra una cosa triste, in reltà è una conquista. un saluto.

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