Dubbi

Scusi è molto che aspetta?

Anche oggi sarà in ritardo. Credo che finirà come al solito: me ne tornerò a casa e aspetterò che passi domani. In fondo queste nostre giornate qui immobili, seduti ad aspettare non sono affatto male, signora mia. Sapesse per quanto tempo mi sono affannata alla ricerca di una soluzione migliore. Le ho provate tutte mi creda. La strada a piedi, la pedalata, la ricerca delle scorciatoie, la passeggiata rilassata fino ai calli, persino la scalinata in ginocchio sui ceci. Niente da fare. Non che fosse molto chiaro dove dovevo andare, ma lei lo sa, signora mia, qui non è che nessuno ti dice niente: vai bene, vai male, gira di qua. Ci si organizza, lo abbiamo fatto tutti, mica solo io. Adesso però è diventato un gioco poco divertente, perchè alla difficoltà della ricerca della strada, ci si sono aggiunti divieti, strade chiuse, percorsi dissestati e nessun riparo per la pioggia. Guardi, a me quelli che sfrecciano veloci sulle auto fiammanti non hanno mai fatto invidia, nè rabbia. Ho sempre pensato che ognuno nasce con le sue doti: c’è chi ha buoni piedi e chi ha culo. Sa il culo, no? Non in senso di fortuna, ma in senso di culo proprio, quello che puoi dar via. Uh mamma, e che avrò detto mai! Comunque, io ho sempre preferito consumarmi i piedi che quella cosa lì, ma non mi sono mai lamentata per questo. Mi è sempre piaciuto girare l’angolo e vedere cosa mi aspettava, tanto che non ho mai sentito nemmeno la fatica. Ma qualche giorno fa mi sono tristemente accorta che qui non ci sono più angoli da girare, non c’è futuro insomma e la cosa peggiore è che non dipende da me. Così adesso, semplicemente aspetto l’autobus. E’ una cosa nuova per me, e sinceramente non mi pare tanto rilassante come vanno dicendo quelli che aspettano da quando sono nati. Ci fossero almeno cose buone da leggere. L’ho chiesto all’edicolante all’angolo, qualcosa da leggere. M’ha dato ‘sto bollettino di guerra. Un tempo mi deprimevo quando volevano farmi andar via a tutti i costi. Perchè, mi dica, a lei non sembra che ci stiano cacciando? Io ne ho la sensazione netta. Insomma dicevo, un tempo mi deprimevo, adesso le confesso che ho tanta paura, perchè la paura non ti viene quando pensi di fare una cosa, ti viene quando sai che stai per farla. Va be’.Che fa lei, aspetta? Mah, io aspetto fino a oggi, va’, che tanto non ho altro da fare. No anzi, me ne vado. Eh, dove, dice lei. Dice bene, dice. Mi scoppia la testa, non è che le vendono da qualche parte? Ci sono i saldi, la troverò in qualche grande centro commerciale, no? Ah non le vendono più? Solo culi dice, eh? Vabbè, buona giornata signora mia, ci vediamo domani. Sì, la cerco su facebook, la cerco. Ma guarda te che mondo, gliel’avrei fatto vivere per un secondo, ai Maya, ‘sti menagrami.

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3 thoughts on “Scusi è molto che aspetta?

  1. Comunque se trovi qualche testa in saldo, dimmelo… che tornerebbe bene anche a me!

    Anche se fosse di seconda mano, la testa… che certo il contrario non si può… ci pensi? Mi dia una mano di seconda testa… noooo… non si può!

    Ahhh… dimenticavo… buon anno! Paolo.

  2. non è rilassante no.. aspettare l’autobus.. meglio andare a piedi.. purchè ‘andare’.. bello tornare a leggerti ogni tanto.. alias 3cento60gradi.. ciao bà

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