Esperienze

Ritornerai.

Lo so ritornerai. L’ho sentita almeno quindici volte questa frase, eco fastidiosa alle mie spalle mentre andavo via. Ma io di solito non ritorno, quindi non mi ha mai preoccupato quell’anatema di disgrazia. Già, perchè se uno ritorna vuol dire che qualcosa è andato storto. Come per quegli amori che ritornano eternamente. E’ chiaro che le alternative non avevano tenuto il paragone, o semplicemente è stato meglio un ritorno che niente. Quindi il ritorno, se non è fallimento, è ripiego. E poi è da “perdi-tempo”, perchè da dove te ne sei andato già una volta, te ne riandrai di certo. Le uniche eccezioni  sono quelle di chi se ne deve andare per forza, e perciò vorrà tornare a tutti i costi appena possibile. L’unica scusa plausibile per ritornare, infatti, è che nuove condizioni abbiano richiesto la tua presenza, dove prima non eri il benvenuto. Il mio ritorno in Fm mi è molto piaciuto,  ma la radio non è un fidanzato rompiballe da cui si torna per noia, è piuttosto una puttana costosa da cui devi tornare di tanto in tanto, se vuoi sopravvivere, quando ne sei drogato. Questo lo so e lo accetto. Così Domenica, ritornando a casa, dal mio  ritorno in fm, pensavo a quali cose avrei voluto ritrovare, di quelle abbandonate. Nonostante il mio periodo di crisi sia all’altezza delle cronache più attuali, mi sono detta che tutto sommato, indietro non ci tornerei. Solo una cosa – mi dicevo camminando per chilometri sulla Palmiro Togllatti, vuota a causa dell’inutile blocco del traffico- solo una davvero mi riavrà: il mio blog. Il mio “caffè nero” splinderiano.  Proprio mentre pensavo questa cosa, ho sentito provenire dalla mia sinistra, tra l’ingresso delle case popolari e l’autorimessa dell’Atac, chiaro e forte : “Beeehhh”. “Beeh”? Sembrava quasi una pecora, ma non proprio. Quasi. Infatti non era una pecora ma una capra. Di quelle con la barbetta bianca, il ciuffo nero le corna e tutto il resto. Sulla Palmiro Togliatti. Cemento, cemento, cemento, travestito, cespuglio, cemento..ah toh! Una capra. Tirava fuori il muso da una rete verde, e dopo una rapida occhiata, tornava alle sue cose. Non ho potuto evitare di sostituirmi a lei nell’apertura della rete, perchè per forza dovevo capire che ci faceva un capra lì. Meraviglia. Accanto a lei era comodamente adagiata una grossa pecora bianca. Presa dall’ansia per la mi intrusione, la pecora,  si era sincerata che i due agnellini, più in là, in quel piccolo rifugio campestre di un folle, fossero al sicuro. Loro se ne stavano lì beati a giocare con il cucciolo del cane pastore, il quale nel frattempo teneva tutti sott’occhio, compreso il  mulo, impegnato in un tete-a-tete con la mangiatoia. Niente di tutto questo impediva a tre oche di ancheggiare come signore, sbeffeggiando quelle stupide galline che continuavano a razzolare, tentando attirare l’attenzione del gallo, che nel caso in cui il quadretto non fosse ancora chiaro,  continuava a ripetere: “Chicchirichiiiii”. Sono stata in silenzio a lungo nella mia testa. Ho recuperato la mia macchina fuori della fascia verde, dopo un paio di chilometri di perplessità. Solo una cosa avevo in mente: qualcuno se ne era fregato del fatto che non potesse tornare alla vita in campagna e s’era portato la campagna nella sua vita. Anche se avrebbe dovuto essere una vita di cemento, lui aveva deciso di no. Non so in che modo, ma questa rivelazione mi aveva definitivamente convinto  non  che “dovevo” a tutti i costi tornare a scrivere, ma che “volevo” tornare a scrivere. Preparo ed eseguo il piano in maniera pedissequa. Arrivo a casa. Mangio, ciao, ciao tutti, bene, pranzo domenica, sì bene, accendo computer, pronti? Pronti?

Via: Splinder chiude. Dopo la radio, la capra e il cemento, qualcosa ha potuto sorprendermii persino di più. Eccomi lì, improvvisamente orfana di un posto che non visitavo più da tempo ma che sapevo che c’era, era mio, era lì, ero io. Sei anni di parole, avventure, commenti, immagini, fandonie. Abbandonata proprio oggi nel giorno in cui, io,  che non ritorno mai a niente avevo deciso di ritornare. Poco male, farò come faccio da sempre, passerò oltre. Da qui, da oggi. Col counter a zero, rimpiangendo le 6 cifre di visitatori e le due stelline acquisite, lo confesso. Ma, lasciatemo dire, io ne ho visti blog che voi di facebook non potreste neanche immaginare. Ben trovati. Beeeeehhh!

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