Esperienze

Eccomi De Mille.

Sono pronta per il primo piano! Sa, alla mia età inizia a diventare diffcile nascondere la follia, mica come quando ero giovane che mi chiamavano artista. Ma nel giorno, abbastanza lontano, in cui mi chiameranno “Povera Vecchia” io riderò ancora citando i Take That. Ahahahaha! Ahahaha! Rido rido. Rida insieme a me De Mille, il tempo ci darà ragione. Sembro estranea a questa realtà e lei scorge nei miei occhi una luce nuova, che le appare segnale inconfondibile di pazzia. Ma vede, De MIle, oggi è un tempo nuovo per questi occhi.
Vedono finalmente.
Il cuore 2.0, comparso per autogenesi alla morte del compianto “caro vecchio cuore”, non è stato un grande affare come credevamo. Lei ricorda sicuramente il giorno in cui mi raccontarono questa balla del cuore 2.0. O forse me la raccontai da sola, o forse fu lei, De Mille. Dicevano che non avrebbe dato più problemi, che sarebbe stato indistruttibile. Non era vero. Era sempre lui, il cuore. Camuffato, ma sempre lui. Ero sempre io. Lo sono stata per tutto questo tempo e tutte le ferite degli ultimi mesi, o forse anni, stanno qui confuse con le cicatrici di lunga data. Prendo atto della mia debolezza e persino di questo inguaribile ottimismo che mi porta a cercare del buono in ogni situazione cenciosa, sudata e sporca di fango come quella in cui speravano di vedermi naufragare. Detto tra noi, De Mille, continuo a voler bene a chi ha riempito la mia vita di colori anche se per un tempo piccolo. Lo metto per iscritto qui perchè non vorrei che si fraintendesse quest’ennesima dichiarazione. Nulla che abbia davvero contato nella vita, amicizia o amore, va mai rimpianto nè rinnegato, lo dico da sempre. Ma rinnegare i loschi affaristi senza palle, quello sì. Detto ciò… ta-dahhhhh: passerella! Ma sì, amico mio, sfili con me, scenda sta scalinata non come fosse il viale del tramonto, ma l’entrata in scena, e si lasci alle spalle gli invidiosi, i cattivi, i meschini. Domani è un giorno diffcile, già oggi lo è. Ci sono ostacoli e tanti pericoli, c’è l’ignoto e la fatica. La nuova delusione forse, pugnali ostili e risa alle mie spalle. Ma vede, De Mille, in barba a quanti resteranno appesi alla corda tirata giù e messa a cappio lì per loro, io, a braccetto della mia follia, saluto, con l’inchino e…Puff. Sono già altrove.
E ho grandi progetti: la vita!

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