Esperienze

Ehi tu ragazzo! Vieni qui.

Vai di fretta? No… lo vedo, sei come me tu. Come me, che vado di fretta solo quando già ho capito. Adesso, mentre aspetto il tram, seduta sul cigliodi questo viale, non ho mica fretta che passi. Ne’ il tram nè il tempo. Perchè ancora non so bene dove voglio andare. Mi dai da fumare? …Anche tu, eh? Avevo smesso pure io. Ricomincio adesso se ne giri una per me, che quelle nel pacchetto ormai se le possono permettere solo quelli col lavoro scritto in maiuscoletto in basso a sinistra della centesima busta paga. Sempre lo stesso. Sempre la stessa. Il lavoro e la paga dico. Le tue mani le sanno queste cose. Me lo dicono mentre mi ci fai una cicca. Quelle, le mani, non le scegli, lo sai? Puoi scegliere se sorridermi o no, se avere occhi tristi stasera e che espressione metterti in viso, che t-shirt indossare,  quale donna ferire o salvare per come cammini, puoi scegliere il tuo passo e il colore della tua pelle, puoi cambiare quella bocca in una smorfia se vuoi che smetta di fissarti così,  se farti coprire le rughe da un truccatore di dive del cinema, o svuotarti le guance non mangiando più biscotti alla nutella. Puoi scegliere come parlarmi e quanto dosare fascino e simpatia. Puoi battere i pugni sul petto come King Kong reclamando spazio e pretendendo attenzione. Tu puoi scegliere di te. Dei tuoi movimenti. Non delle tue mani. Loro, le mani, quel che sei , non quel che vuoi essere, lo dicono. E quel che ci tieni dentro ce lo tieni sempre allo stesso modo, qualunque cosa sia. Se hai mani che sanno tenere, terranno anche ciò che vuole fuggire via. Non ho detto tratterranno, ho detto terranno. Le mani che sanno tenere meritano l’invidia degli dèi. Sanno cosa è la pazienza, conoscono la forza e il coraggio. Anche quelle che hanno stretto forte la terra, scavando e chiudendosi a pugno, per far scivolare il dolore via. L’hai mai stretto tu il pavimento fra le mani? Quelle che l’hanno fatto hanno imparato la leggerezza dopo il dolore. E ora per questo sanno che se chiudi forte il pugno non resterà neanche un grammo di tutta la sabbia che hai riparato dal vento con fatica. Sanno che a muoversi così, fiere di tutto ciò che hanno conosciuto, ma umili nella consapevolezza di quanto ancora c’è da toccare, si può parlare ai cuori. E sanno che se giri un disco è un po’ per te, un po’ per loro e un po’ per chi ascolta, ma che se non piacerà a loro, se il disco non piacerà alle tue mani, allora non sarà il disco di nessuno. Fammi accendere, va’.

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