Convinzioni

Io col telefono ho problemi da sempre.

Non mi piace. Quando squilla mi dà pure fastidio, ‘chè ho messo una suoneria bruttissima. A volte sto lì ferma e lo guardo. Poi si zittisce e allora rispondo e dico: “Pronto? Ah non ci sei? Meno male che tanto non mi piace parlare con la gente al telefono… ma visto che non ci stai parlo un po’ da sola che quello mi viene bene”. Mica per altro, io non ho bisogno di guardarmi in faccia quando parlo da sola perchè mi riesce facile immaginarmi. Non è facile invece parlare con qualcuno che non sono io, se non posso guardarlo in faccia, non mi vengono le cose da dire. In tutta la mia vita però ho contato tre eccezioni e sono tra i ricordi più romantici che ho. Avevo un amico che mi chiamava alle quattro e mezza di notte. Tutte le notti sempre alla stessa ora. Non era importante cosa mi diceva, anche perchè ogni notte si inventava una domanda diversa, tipo “Ma secondo te in Italia ci sono più ulivi o più pioppi?” oppure “Shhh..senti senti…hai sentito? Che verso è questo? Che animale strano è? Secondo me è una civetta, tu che dici?”. Le conversazioni migliori della mia vita, le uniche in cui io facevo la parte di quella sana di mente. Fabrizio invece mi chiamava tutte le mattine alle sei e un quarto,dalla caserma, subito dopo l’adunata nel piazzale per l’alzabandiera. Diceva che non era giusto che soffrisse solo lui e che visto che stavamo insieme l’anno di leva me lo dovevo cibare pure io. Devo dire che mi è anche piaciuto fare il militare, si conosce un sacco di gente simpatica e si impara la disciplina. L’unica noia era farsi la barba tutte le mattine con l’acqua gelata. Poi ho conosciuto un tizio che m’ha fatto scoprire una cosa: quando due hanno una relazione o anche una cosa più moderna, (tipo che lui ti prende in giro facendoti credere che state insieme ma non è così) è uso che ti telefoni la mattina quando arriva al lavoro pure se s’è alzato dal tuo letto mezz’ora prima. Non la capivo davvero questa cosa così ho chiesto a un’amica e lei m’ha risposto che era normale. Però secondo me avevo ragione io nel dire che era una cosa che non aveva senso. E’ stato difficile abituarmi all’assenza di quella cosa senza senso. Ora, tutto questo per dire che io sono una testona e che in realtà ho dei grossi problemi di comunicazione. Ma giuro che mi piacerebbe un sacco ascoltare per telefono una storia che parla di cocodrilli rosa e di fenicotteri, con dentro pure un puffo, un albero, un castello e un fungo. Ecco. Chi me la scrive mi fa felice. E va bene pure se me la racconta per telefono. ‘Sto post l’hanno capito in tre, ma è ok così. La storia invece mi serve davvero che ci voglio fare un concept disc (la distribuzione del quale sarà naturalmente affidata a qwe! poveretto…).

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