Esperienze

Ho venduto la macchina.

Ieri sera, per colmare l’ultimo spazietto lasciato vuoto dalla macchia nera di tristezza che si era abbattuta su di me sin dall’alba, mi è morto il pc. Così ho avuto un altro motivo per essere triste. O forse pensierosa. Cioè, se devi pensare a come aggiustare il pc non puoi pensare ad altro. Però siccome il mio cervello funziona a scompartimenti stagni per ogni pensiero, oggi ho pensato, sempre contemporaneamente, a tante altre cose. Per esempio ero in macchina, la mia macchina, quella che era ridotta un ammasso di ferraglia dopo l’incidente e che mio padre ha riportato a nuova e splendida forma, e mi avviavo tutta contenta a venderla. La guidavo ascoltando una canzone di The Shins e ancora una volta, mi chiedevo quale fosse il vero significato del testo di quella canzone… Kissing the Lipless. E dopo anni e anni.. Eureka! mi appariva finalmente chiara la storia. Ecco la storia: Giggetto e Giggetta si sono lasciati e, dopo qualche tempo lui le telefona per chiederle come va la sua vita sessuale, quasi reclamando un briciolo d’intimità in una confidenza che in realtà ha solo  funzione di scherno. Non si capisce bene se lei ama un altro ama ancora lui. Questo tuttavia non è importante. L’importante è che si sono lasciati e adesso si fanno del male a vicenda. E lui, tutto contento, ci scrive una canzone co’ sta chitarrina buffa? E io tutta contenta, andavo a vendere una cosa che avevo tanto amato? E poi tutta contenta pensavo a  come comprare un nuovo pc, dicendo addio con la mente al mio vecchio compagno di tante sventure? Guardavo il tasto eject del lettore cd e pensavo a chissà quali dischi ci avrebbero tirato fuori da lì. E se chi l’ha comprata ci ascolterà per esempio… la musica techno? E su questo pensiero ho pianto.
Tornata a casa mi sono seduta sul tavolo della cucina con davanti un paio di carciofi alla Giudia. Ho acceso la tv e ho scoperto una cosa molto importante: a meno che tu non sia un polipo la tua vita di sicuro potrebbe essere peggio. La voce fuoricampo, senza un briciolo di pietà diceva che il polipo ha un’anno di tempo per accoppiarsi. Se non lo fa entro un anno non lo fa mai più. Mi ci sono rivista. Subito dopo l’accoppiamento i due polipi decidono di comune accordo di tornare ciascuno alla propria casa e di non vedersi mai più. E questo mi sembra un ragionamento civile, ma per quanto tempo quel povero polipo avrebbe passato le serate a tornare a casa sua dopo un accoppiamento fugace? Dov’è la stabilità affettiva del polipo una volta intrapresa la sua carriera di tombeur de femmes? Su questo pensiero ho pianto di nuovo. Ma non avevo fatto i conti col peggio. Il polipo maschio, ormai Don Giovanni,  tornando a casa trova una sorpresa: la sua tana è occupata da un  polipo vergine, difeso dalle condizioni ambientali,  che lo guarda come per dire  “Chi va Roma perde la poltrona”. Non ci saranno più accoppiamenti fugaci, mai più separazioni dolorose  perchè quella notte stessa, esiliato dalla sua casa, tradito dalla polipa fedifraga che l’ha abbandonato, il polipo non più vergine verrà ucciso da qualche predatore marino che ne riconoscerà l’odore. Mio Dio!
A questo punto ho elaborato due pensieri:
1- Ho bisogno assoluto di recuperare almeno il mio pc, per non sottomettermi del tutto e con leggerezza  alla legge naturale della  successione delle cose e delle persone.
2- L’idea di non avere più rapporti sessuali fino al giorno del matrimonio mi convince sempre di più.
Ho recuperato il mio pc. Evviva. Sul secondo punto ci sto lavorando da diverso tempo e credo di essere sulla buona strada.

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