Esperienze

Via dal Mecs

Oggi chiudo stagione. Domani i saluti, le foto e i ringraziamenti. Prima però di gettarmi di nuovo nella disperazione di ogni anno tipica di questi giorni in cui mi chiedo cosa farò della mia vita, mi pare giusto postare qualche copertina di disco.La mia radio era piccola piccola. A volte qualcuno veniva in consolle a chiedermi la frequenza perchè voleva continuare ad ascoltarmi in macchina tornando verso casa. Ma non c’ero da nessuna parte io e nemmeno i miei dischi e nemmeno tutte le voci della gente che la facevano quella radio lì. Però era una radio. La radio è la vita che scorre. Quella vera, per capirci. Quella che è come è, non come dovrebbe essere perchè più radiofonica, nè quella postprodotta mezz’ora fa che, pur se impeccabile e senza sbavature, non ti riguarda. Non ti riguarda, a te che ascolti. E non ti riguarda a te che la fai. L’hai mai vista una vita senza sbavature tu? Io no. Quindi se sto qui dietro al microfono è solo perchè nel frattempo succedono le cose. E se te le racconto io è solo perchè faccio questo e non il muratore. Ma bada bene, senza di te, che mi fai sentire che ci sei, io che ci sto a fare qui? Quindi io le dico a te e tu le dici a me. E allora ci vogliono pure i dischi, perchè dove poi le parole non arrivano, la musica, quella sì che può farlo. Certo, se lo vuoi sapere non è che mi vada sempre di mandar su dischi, ma lo faccio volentieri, perchè già che mi pagano, non penso sia carino stare dietro a un vetro a limarmi le unghie mentre dico stronzate e non ho la più pallida idea di quale pezzo manderà su quello dall’altra parte del vetro. Già che mi pagano, lavoro. Quindi i dischi mi servono e io servo a loro. Poi, certo, mentre tu pitturi una parete o mentre fai l’amore ti parlo di cavolate, del tempo, di quello che si fa nel mondo, ma metti che ti piace quella canzone lì, bè..devo pur saperne qualcosa, no? Certo, metto i dischi, un minimo di informazioni da darti ce le avrò, no? Se facevo il consulente finanziario ti spiegavo che cos’è un’obbligazione. Dici di no? Eh già…l’hai mai visto un chirurgo che chiede all’infermiera dove sta la milza? Ma a parte questo. Chi fa la radio è la gente. E la gente vive la vita mentre la vita scorre. La postproduzione piace tanto ai tecnici di montaggio, ai geni del computer e a chi da piccolo voleva fare l’ingegnere autostradale. Io con SoundForge, se proprio te lo devo dire, me la cavo pure bene. Ma dammi i piatti, il mixer e il microfono, se vuoi che ti parli. Che sennò faccio prima a dirti di accendere la tv. Sì, lo so che la mia voce deve accompagnarti e mai dare fastidio, quindi deve essere bella e lo so che preferisci un italiano corretto a un dialetto sbiascicato.Ma sai qual è il punto? Che queste cose si imparano, a fare la radio non s’impara. O ce l’hai o non ce l’hai.

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