Dubbi

Ecco, ora bisogna solo aspettare il 6 gennaio…

… e poi ne siamo fuori. Meno male.
Anche perchè di tutte le feste Capodanno è la peggiore per il solito problema del fuso orario. MI son appena svegliata e sono le cinque e trentaquattro ma non so se è mattina o pomeriggio. Il fatto che fuori sia buio non m’aiuta molto. Ho messo l’ultimo disco alle sette e dieci, ed era mattina. Quindi era ieri…  forse. Poi ricordo che giocavo a tombola e mi sa che pure quello era ieri. Poco fa mentre scrutavo l’orizzonte al buio ho capito che la tombola di qualche ora fa  e il mio capodanno sono strettamente legati. Mi chiedono sempre di tenere il tomboliere perchè quando tiro fuori i numeri li associo secondo un mia personale Smorfia che dicono essere buffa, tipo, che ne so “18 – le galline” e “34- le ossa di cane”. A me non sembra buffa. E poi scusa se 22 fa “le carrozze” perchè 71 non può essere la “gamba del tavolo”?  Però stasera quando ho tirato fuori il 90, invece di dire come sempre “la pizza margherita” (ma andava bene anche un’altra cosa perchè questa Smorfia ti dà la possibilità di cambiare ogni volta), ho detto LA PAURA. Ed è questo che m’ha generato la riflessione che arriva. Eccola.
Era l’una e mezza e io avevo messo un disco dei Planet Funk, uno di quei dischi, cioè che poi puoi fare quello che vuoi. Cioè, che se entrano duecento americani che vogliono ballare la black, tu poi ci metti su un paio di cose ignobili tipo un pezzo di Robbie Williams e Gnarls Barlkley e ci stai. Ma se invece  vuoi fare un’altra cosa, metti Chemical Brothers e tutto  cambia. O i Whitestripes e cambia ancora. Sapendo che prima o poi ti tocca pure Raffaella Carrà con  “na na na na na na ..mi è sembrato di sentito rumore rumore”. Insomma, stavo a tentà de decide quello che dovevo fà. E quando stai ancora a decide la gente naturalmente non ti capisce e non balla, e tu che non li vedi ballare inizia a sospettare il peggio e cioè che sia gente che balla latino americano. E poi, a un certo punto, mi sono rotta le scatole. Ma non di quel momento in particolare, mi sono rotta le scatole in generale di cercare sempre soluzioni che siano accomodanti. Di stare giusto nel mezzo, senza cadere da nessuna parte, per non deludere nessuno. E così ho detto: “Già che è l’anno nuovo, faccio come mi pare. Chi fa come gli pare a Capodanno lo fa tutto l’anno. Quindi ecco che faccio…”. E ho messo su Master of Puppets, che io c’avrei avuto voglia di ballare quella, e che soprattutto io c’avevo voglia di suonare rock per tutta la notte. E così s’è scatenato il delirio e io mi son bevuta finalmente un rhum e coca.  Mi sono divertita così tanto che alle cinque ho inizato a uscire dalla consol tra un disco e l’altro perchè i Ramstein li dovevo ballare per forza pure io. E’ finita che alle sette e dieci li ho dovuti caccià sulla voce stridula e sexy che urlava “You know were you are? You’re in the jungle babyyyyy” e  per fortuna i senzatetto so’ andati a ballà con tutti gli altri senzatetto di Roma in un posto dove c’erano certi matti (senzatetto pure loro) che suonavano fino a mezzogiorno.
Però, io di mandare su quella Master of Puppets un po’ di paura , la stessa paura del novanta della tombola,  ce l’avevo. Ma quella era una cosa facile in fondo. Perchè co’ certi tipi di paura ci puoi pure scendere a patti, ma con altri proprio no. Proprio no. E non se ne parla neanche, quindi non ne parliamo. Scusate, me vado a chiude dentro un baule.

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